Confcommercio Spoleto: "NO ad un nuovo centro commerciale"

martedì 17 ottobre 2017 16:53:05
Il presidente Tommaso Barbanera ha scritto al sindaco Fabrizio Cardarelli sull’ipotesi di un progetto di conversione che interesserebbe l’area e gli immobili industriali delle ex Arti Grafiche Panetto & Petrelli di Spoleto, che preoccupa fortemente Confcommercio.
In una lettera inviata al sindaco Fabrizio Cardarelli, il presidente di Confcommercio Spoleto Tommaso Barbanera conferma il NO ad un nuovo centro commerciale e invita ad un riflessione ponderata sul futuro della città, in termini commerciali, ma anche di servizi al territorio e di innovazione.

“Stando alle voci in circolazione”, scrive il presidente Barbanera, “sembrerebbe che il progetto in questione sia di tipo commerciale. Sul punto ho avuto già modo di esprimere l’opinione della mia Associazione: totale disaccordo rispetto ad un ulteriore incremento di metri cubi di commercio in una città già satura di certi format distributivi.

Questa posizione non è corporativa. Confcommercio infatti rappresenta tutte le imprese del commercio, da quelle micro a quelle della GDO, e dal proprio osservatorio privilegiato e dal confronto con gli operatori del settore trae le opportune conseguenze, ovvero che in una città come Spoleto in questa fase storica, sociale ed economica, si sente la necessità di tutto fuorché di nuovo commercio.
Piuttosto ci piacerebbe poter parlare di innovazione, capitale umano, nuovi trend di consumo: tutte cose che con il mattone, le varianti urbanistiche e le volumetrie hanno poco a che fare, visto che il mondo della distribuzione sta andando sempre più verso formule soft e sempre meno verso nuove strutture.

Troppo spesso, invece, assistiamo ad un utilizzo del commercio e delle sue strutture come bancomat buono per far fare cassa a molti: al proprietario del terreno, al costruttore, a pochi investitori (spesso sempre gli stessi) e, non ultimo alla Amministrazione, che, attraverso i vari oneri, riesce a fare quella cassa che le permette di tirare avanti.

L’auspicio”, sottolinea il presidente di Confcommercio, “sarebbe che per una volta questi siti industriali dismessi venissero convertiti in qualcosa di diverso dallo shopping, magari puntando su altri drivers di sviluppo quali l’arte, la cultura, l’innovazione.
In questi giorni, inoltre, in Regione si sta discutendo sul Regolamento attuativo del Testo Unico del commercio, che conterrà i criteri per l’insediamento di medie e grandi strutture. In esso confluiranno le varie declinazioni dei cosiddetti motivi imperativi di interesse generale che costituiscono un limite al sacrosanto diritto di libertà di iniziativa economica.

Ritengo che prevedere un progetto (forse) commerciale per la nostra città in questa fase sia inopportuno, anche perché a breve avremo finalmente un quadro normativo di riferimento completo e capace di mettere il Comune in condizione di programmare al meglio lo sviluppo commerciale del proprio territorio.
Per tali motivi”, conclude il presidente Barbanera, “chiedo se le notizie apparse sulla stampa risultano veritiere. Se così fosse, chiedo all’Amministrazione comunale di sospendere qualsiasi procedura e che si avvii quanto prima una fase di confronto sulla visione che questa Amministrazione ha del commercio, del suo ruolo e delle necessità che ha questa città in termini di servizi e di innovazione”.

Il presidente Barbanera ha anche scritto all'assessore all'urbanistica Cappelletti, sottolineando "l'evidente infondatezza delle affermazioni" di quest'ultimo, riportate dalla stampa, sulla possibilità del Comune di fare scelte in materia di programmazione commerciale e ribadendo che le "potestà amministrative di governo sia del territorio che del settore commerciale sono esclusivamente in capo al Comune". 





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