Contratti di lavoro, controlli in arrivo per chi ha sottoscritto “accordi pirata”

giovedì 1 febbraio 2018 10:13:41
Scattano i controlli sugli accordi di lavoro al “ribasso", dal punto di vista normativo o retributivo, firmati da sindacati minori o da compiacenti associazioni imprenditoriali, magari promossi da consulenti poco informati.
Le imprese che li hanno sottoscritti rischiano di essere costrette a versare somme ingenti per il recupero contributivo e retributivo; mentre, in alcuni casi, potrà scattare addirittura la sanzione della trasformazione del rapporto di lavoro in tempo indeterminato.
Se hai dubbi, contatta subito gli uffici di Confcommercio Umbria – SERVIZIO RISORSA LAVORO. Tel. 075 5067149 - risorsalavoro@confcommercio.umbria.it

L'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha appena emesso una circolare, con la quale esorta i propri uffici interregionali e territoriali ad attivare specifiche azioni di vigilanza presso le imprese, per contrastare il fenomeno del cosiddetto dumping contrattuale. Ovvero la pratica di utilizzare “contratti pirata” o “accordi al ribasso”, dal punto di vista normativo e retributivo, firmati da soggetti che promettono sconti e deroghe, ma che invece rischiano di mettere le imprese in guai seri.
Vediamo, in sintesi, cosa prevede la circolare dell’Ispettorato del lavoro.

Pur ribadendo il principio di "libertà sindacale", l’Ispettorato del lavoro evidenzia come l'ordinamento riservi l'applicazione di determinate discipline solo in caso di sottoscrizione dei contratti leader, cioè dei contratti collettivi dotati del requisito della maggiore rappresentatività in termini comparativi. Come nel caso del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro sottoscritto da Confcommercio. 
Applicare il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro sottoscritto da Confcommercio consente di accedere a tutti i benefici normativi e contributivi concessi dalla normativa. E ti mette al riparo da ogni rischio.

Quanto è importante che il contratto applicato in azienda sia quello leader?
Tanto!


Nel caso in cui l’impresa non adotti per i suoi dipendenti il contratto leader:

  • non potrà utilizzare sgravi contributivi quali ad esempio gli incentivi per i nuovi occupati, per i giovani, e i contributi ridotti per gli apprendisti;
  • non potrà utilizzare i vantaggi previsti dalle leggi quando per fruirne occorrono specifici accordi aziendali: ad esempio, il contratto di lavoro a chiamata, il contratto di lavoro a tempo determinato, l'apprendistato;
  • saranno inefficaci i contratti di prossimità sottoscritti dall’azienda, ossia quei contratti aziendali che derogano alle normative di legge;
  • dovrà versare all’Inps contributi pari a quelli previsti dai contratti sottoscritti dalle associazioni comparativamente più rappresentative.

Cosa significa tutto ciò?
Significa che le imprese che adottano i cosiddetti “contratti pirata” si vedranno applicare dall’Ispettorato il recupero contributivo e retributivo e potrà scattare la sanzione della trasformazione del rapporto di lavoro in tempo indeterminato.

Confcommercio, con l’accordo sulle relazioni sindacali del 2016, ha individuato criteri chiari e certi per misurare la rappresentatività propria e dei sindacati firmatari dei suoi Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro.

Associazioni minori, che ancora si affidano alle difficoltà della misurazione della loro rappresentatività per giustificare la loro presenza nel mondo del lavoro, hanno i giorni contati: è prossima infatti la certificazione da parte del CNEL, facilitata dall’aggiornamento dei codici di individuazione dei CCNL da indicare nel flusso Uniemens.



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