Plastica monouso al bando, ma dal 2021

mercoledì 29 maggio 2019 18:38:47
Nonostante le anticipazioni della vigilia, secondo cui l’Italia sarebbe stata il primo paese a mettere al bando i prodotti di plastica monouso, la legge "salvamare" licenziata dal Governo non contiene più l'annunciato anticipo del divieto a partire dal 1 gennaio 2020. Rimane pertanto valido il termine del 1° gennaio 2021, previsto dalle disposizioni comunitarie.
L'Unione europea ha adottato definitivamente e ufficialmente la direttiva che vieta, entro il 2021, l’uso di molti prodotti in plastica monouso:
  • posate e piatti di plastica
  • cannucce
  • bastoncini per palloncini gonfiabili
  • bastoncini cotonati
  • palette per miscelare i cocktail
  • sacchetti di plastica osso-degradabile
  • contenitori di polistirolo espanso per alimenti.
Ne sono esentati i prodotti biodegradabili, come i piatti di cartone o di plastica compostabile oppure come i bastoncini cotonati realizzati interamente di cellulosa come i Cotton Fioc, marchio della Sc Johnson, ma anche moltissimi altri prodotti usa-e-getta.
Tra i bicchieri, la direttiva mette al bando solamente i contenitori per liquidi realizzati con polistirolo espanso, cioè quelli di schiuma espansa usati soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti per bere senza scottarsi le dita il tè oppure il caffè lungo e bollente.
Rimarranno consentiti tutti gli altri bicchieri di plastica, come quelli bianchi di polistirolo sottile, quelli che scrocchiano e si fessurano fra le dita, oppure quelli trasparenti di polipropilene, dalla consistenza più morbida e tenace.

Le plastiche permesse
  • i flaconi di ammorbidente
  • le bottiglie d’acqua minerale
  • i tubetti del dentifricio
  • le bottiglie di bevande dolci
  • le spugne di microfibra per cucina
  • i flaconi di detersivo
  • i cerotti
  • le cialde del caffè espresso
  • le buste delle patatine, delle barrette alimentari e di altri cibi
  • le bottiglie di prodotti chimici per la casa (candeggina, ammoniaca)
  • i vasetti dello yogurt
  • i flaconi di shampoo e di sapone liquido
  • i blister delle pastiglie
  • i sacchi per l’immondizia
  • le bottigliette di salsa, ketchup, maionese e infiniti altri prodotti.

I problemi delle ordinanze comunali
Molti Comuni, ad esempio Todi, e molte istituzioni vogliono fregiarsi della medaglia di “plastic free” e cominciano a comparire ordinanze che vietano la vendita di prodotti di plastica consentiti da tutte le leggi del mondo.
Con ogni probabilità molte di queste ordinanze fuori standard impatteranno su ricorsi al Tar e su richieste di risarcimento, per esempio nel caso dei negozianti o dei dispositivi di distribuzione automatica di bevande.


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