Sacchetti di plastica per la spesa, è entrata in vigore la nuova normativa

venerdì 25 agosto 2017 11:49:32
E' entrata in vigore la legge che recepisce la direttiva europea in tema di sacchetti di plastica. Attenti ai controlli! Sanzioni pesanti per chi non è in regola.
Da qualche settimana la Guardia di Finanza sta intensificando le attività preventive e repressive nel settore dei sacchetti monouso in plastica non rispondenti alla legge.
Il servizio Ambiente Seac Confcommercio Umbria ricorda che si possono commercializzare sacchetti di plastica per la spesa, monouso biodegradabili e compostabili, conformi alla norma UNI EN 13432-2002 (direttiva 2015/720/UE). e quelli riutilizzabili (realizzati in juta, tessuto, polietilene, polipropilene, tessuto non tessuto, cotone, rete, carta), in base a precisi requisiti di spessore:

200 micron, per i sacchi con maniglia esterna destinati all’uso alimentare;

100 micron, per i sacchi con maniglia esterna non destinati all’uso alimentare;

100 micron, per i sacchi senza manici esterni, se destinati all’uso alimentare (60 micron se non destinati all’uso alimentare).

La sanzione amministrativa pecuniaria per chi commercializza sacchetti non in regola prevede il pagamento di una somma da 2.500 euro a 25.000 euro, aumentata fino al quadruplo del massimo se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di sacchi per l’asporto oppure un valore della merce superiore al 20 per cento del fatturato del trasgressore

Il servizio Ambiente Seac Confcommercio Umbria sollecita dunque gli imprenditori a porre grande attenzione alla conformità dei sacchetti utilizzati per non incorrere nelle sanzioni.

I sacchetti in regola sono identificati ad alcuni marchi, che riportiamo in allegato.


 Marchi certificati per i sacchetti di plastica



Sono dunque banditi i sacchetti senza marchio o con i marchi oggi fuorilegge in Italia, ovvero quelli
- in polietilene
- polietilene a bassa densità
- polietilene ad alta densità.

Vietati anche i finti nuovi sacchetti ecologici (oxodegradabili in polietilene) che in realtà non sono biodegradabili e non sono compostabili anche se riportano scritte e diciture che richiamano all’ecologia e all’ambiente.

Il divieto di cui sopra NON RIGUARDA al momento i sacchetti per imbustare frutta e verdura in polietilene utilizzati nei reparti ortofrutta dei vari negozi e market, non essendo ritenuti “da asporto” ma a “protezione”/imballaggio dell’alimento.

Dal 1° gennaio 2018 dovranno essere biodegradabili e compostabili secondo la norma UNI EN 13432 anche i sacchi leggeri e ultraleggeri – con spessore inferiore a 15 micron - utilizzati per il trasporto di merci e prodotti, a fini di igiene o come imballaggio primario in gastronomia, macelleria, pescheria, ortofrutta e panetteria. Inoltre, oltre ad essere idonei per l’uso alimentare, questi sacchetti dovranno essere prodotti con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile di almeno il 40% e distribuiti esclusivamente a pagamento, così come oggi avviene per gli shopper.

Info: Servizio Rifiuti e Ambiente Seac Confcommercio Umbria, Amanda Calisti, tel. 075.506711, a.calisti@confcommercio.umbria.it


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