Settore Moda in Umbria, Fase 2 tra luci e ombre

venerdì 5 giugno 2020 14:02:22
Il questionario somministrato da Federmoda Confcommercio alle imprese umbre ha confermato i tanti problemi del settore, ma ha riservato anche qualche sorpresa.
"Quello che il nostro questionario ci restituisce", commenta il presidente Carlo Petrini, "è la fotografia, seppure parziale, di un comparto che non molla, che vuole uscire dalla crisi drammatica in cui ha vissuto per mesi utilizzando anche gli strumenti tecnologici, i social network e il commercio online, che per molti hanno rappresentato una opportunità significativa per mantenere il contatto con i propri clienti, vero patrimonio per ognuno di noi".
A due settimane dalla riapertura delle attività chiuse per mesi a causa dell’emergenza sanitaria, Federmoda Umbria Confcommercio ha voluto effettuare una prima indagine tra le centinaia di imprese associate per capire come sta andando la cosiddetta Fase 2. E’ stato quindi somministrato un questionario, che ha dato risultati per certi aspetti anche sorprendenti.

Era prevedibile che la maggioranza degli imprenditori dichiarasse un andamento delle vendite negativo nella prima settimana di riapertura rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (52,6%), ma c’è comunque una percentuale significativa di imprenditori che ha dichiarato un andamento stabile (21,1%) o addirittura positivo (26,3%).

“I risultati del nostro questionario, al quale gli imprenditori umbri hanno risposto su base volontaria, non hanno la pretesa della rilevanza statistica, ma ci forniscono comunque spunti di riflessione molto interessanti”, commenta Carlo Petrini, presidente di Federmoda Umbria Confcommercio.
“In sintesi”, spiega Petrini, “ci aspettavamo un risultato molto più negativo. Dopo il periodo difficilissimo del lockdown, che ha messo a dura prova non solo la solidità economica delle imprese umbre ma anche la resistenza mentale degli imprenditori, la riapertura che noi abbiamo tanto sollecitato rappresentava comunque una grande incognita.
Accanto alle tante incertezze normative che l’hanno accompagnata, c’era l’incognita del mercato che avremmo trovato, dopo una chiusura forzata così prolungata.

Quello che il nostro questionario ci restituisce è dunque la fotografia, seppure parziale, di un comparto che non molla, che vuole uscire dalla crisi drammatica in cui ha vissuto per mesi utilizzando anche gli strumenti tecnologici, i social network e il commercio online, che per molti hanno rappresentato una opportunità significativa per mantenere il contatto con i propri clienti, vero patrimonio per ognuno di noi”.

Quasi la metà delle imprese che hanno risposto al questionario di Federmoda Confcommercio Umbria hanno effettuato vendite online. A fronte di un 52,6% che non effettua vendite online, c’è infatti un 10,5% che vende esclusivamente attraverso un proprio sito; un 5,3% che vende esclusivamente attraverso piattaforme di e-commerce; un ben più consistente 31,6% che vende contemporaneamente attraverso il proprio sito e piattaforme di e-commerce.
Solo per un 21,4% le vendite online di quest’anno sono state negative rispetto allo scorso anno. Per il 35,7% sono state stabili e per un più significativo 42,9% sono state positive.

“Anche queste indicazioni ci sembrano molto significative”, commenta il presidente di Federmoda Umbria Confcommercio. “Per agevolare le nostre imprese su questo percorso, stiamo predisponendo una guida al commercio online dal punto di vista fiscale, che metteremo presto a disposizione per fare finalmente chiarezza su molti aspetti importanti.
Il lockdown ci ha stremato dal punto di vista economico - e per questo le imprese del settore abbigliamento e calzature, tra le più provate dall’emergenza covid, hanno estremo bisogno di essere sostenute soprattutto nella fase della ripartenza - ma ci ha anche insegnato molto. Partendo da questo, e con gli aiuti necessari e non ancora previsti anche per incentivare l’innovazione e il digitale, siamo estremamente motivati a ripartire.

E’ stata accolta la nostra richiesta di posticipare i saldi estivi al 1° agosto, partita proprio dall’Umbria per dare un po’ di respiro alle imprese che hanno intere collezioni ancora invendute nei propri negozi.

E’ partita dalla nostra organizzazione umbra la richiesta di proroga anche per i versamenti relativi agli avvisi bonari, irragionevolmente esclusi da ogni agevolazione e finalmente previsti dal decreto Rilancio.

La strada è ancora in salita, lo sappiamo, ma noi guardiamo avanti”.


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