Umbria, il Terziario vuole un cambio di rotta

lunedì 6 maggio 2019 15:38:36
Con una mattinata di lavori a Perugia, oltre 150 imprenditori hanno avviato oggi il percorso di progettazione partecipata Confcommercio all’Opera per l’Umbria.
L’obiettivo è quello di dare un contributo concreto, di analisi e di proposte, all’Umbria che verrà; il metodo è quello della progettazione partecipata, che parte dal basso, dall’esperienza e la competenza dei singoli imprenditori, per una “civilissima rivoluzione” che faccia uscire l’economia dell’Umbria dalla stagnazione in cui si trova.
Così, oltre 150 imprenditori umbri di tutti i settori del terziario – commercio, turismo, servizi, professioni - si sono dati appuntamento a Perugia per dare il via a Confcommercio all’Opera per l’Umbria, un percorso che porterà, grazie al contributo di tutti, alla definizione di un Manifesto del Terziario che a settembre sarà presentato alla comunità regionale e alle forze politiche umbre.

Lo scenario dell’economia e della società umbra è stato disegnato dal professor Luca Ferrucci, che ha introdotto i lavori dei quattro tavoli tematici, animati dagli imprenditori, sul commercio, il turismo, le città e l’innovazione.
L’Umbria – ha chiarito Ferrucci – ha bisogno di una inversione di rotta; occorre il coraggio di osare, perché l’economia e la società regionali si trovano oggi in una situazione strutturalmente difficile: con il progressivo invecchiamento della popolazione, con redditi impoveriti non solo per effetto della crisi economica, con un policentrismo demografico che non c’è più e con la perdita di vitalità di tanti centri urbani, con il gap infrastrutturale che penalizza il turismo, soprattutto straniero, che soffre anche per il peso crescente degli affitti brevi che “dopano” l’offerta ricettiva.

“Sono anni difficili”, ha sottolineato Giorgio Mencaroni, presidente di Confcommercio Umbria, “che richiedono a tutti non solo un grande senso di responsabilità, ma anche la capacità di immaginare percorsi diversi per invertire la rotta. Dopo un decennio di crisi economica, uno stravolgimento dei consumi senza precedenti, la perdita secca di un enorme stock di micro e piccole imprese, il diffondersi di una sfiducia crescente nei confronti delle istituzioni e della politica, che è in evidente affanno. Tocca allora a noi dare indicazioni alla politica: è un servizio che dobbiamo fare non solo nell’interesse delle nostre imprese, ma dell’intera collettività, la società civile e l’economia della nostra regione.
Le nostre imprese del terziario rappresentano oltre il 60% del PIL ed il 50% dell’occupazione; sono la linfa delle città ed il luogo della sperimentazione e dell’innovazione: vogliono e possono dare un contributo vero alla ripresa economica di questa regione. Per questo abbiamo voluto Confcommercio all’Opera per l’Umbria”.

E’ stato il presidente Mencaroni ad aprire i lavori di Confcommercio all’Opera per l’Umbria, all’Hotel Giò di Perugia. L’evento ha visto protagonisti gli imprenditori umbri del terziario, suddivisi in quattro gruppi di lavoro su altrettanti grandi temi, con l'aiuto di autorevoli esperti del mondo economico e accademico.

Il tavolo “Commercio: visione, strategie e strumenti”, insieme al professor Luca Tamini del Politecnico di Milano, ha affrontato soprattutto il tema della programmazione commerciale, soffermandosi sui concetti di distretti commerciali, di consumo del suolo, dell’integrazione tra politiche commerciali e urbanistiche, sui meccanismi di ibridazione tra attività capaci di attrarre diverse fette di mercato.

Nel tavolo “Turismo, territorio e identità”, insieme a Massimiliano Saccarelli, esperto di leadership e coaching, si è parlato di strategie per il turismo e di promozione del territorio, andando ad analizzare le specificità dell’Umbria e le parole d’ordine attorno alle quali può essere costruita l’offerta turistica di domani.

Il tavolo “Città in cerca di futuro”, con il professor Mariano Sartore, urbanista dell’Università di Perugia, ha affrontato la difficile sfida della progettazione integrata per la rigenerazione delle città e dei centri urbani, che hanno bisogno di politiche nuove e di ripensare in profondità il concetto di qualità urbana, che focalizza le scelte imprenditoriali e definisce anche la qualità della vita.

Nel tavolo “Il terziario alla prova dell’innovazione”, con il professor Stefano Epifani, docente presso l’Università La Sapienza di Roma e presidente del Digital Transformation Institute, gli imprenditori si sono confrontati sulle ricadute dell’innovazione sulle micro e piccole imprese del terziario, ma anche sulla collettività, con un ruolo importante dell’associazione di impresa nel costituire una comunità pensante e connessa, capace di creare anche benessere economico diffuso.

Il percorso di Confcommercio all’Opera per l’Umbria continuerà nei prossimi giorni e nei prossimi mesi, coinvolgendo sugli esiti del confronto di oggi tutte le componenti del sistema Confcommercio. Si concluderà in autunno con la presentazione del Manifesto del Terziario, nel corso di un grande evento pubblico che coinvolgerà la politica, l’economia e la società regionale.






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